Alcune cose cambiano, altre no
Avevo quindici, sedici anni ed ero a Napoli. La mia vita la passavo per strada, in giro con il mio motorino. I pomeriggi li passavo a modificarlo nel garage del mio migliore amico, e il resto del tempo davanti al mio PC.
Ricordo il giorno in cui mio padre mi comprò il mio primo computer. Ero emozionato come poche volte nella vita. Appena tornai a casa lo smontai, per vedere cosa c'era dentro. Lui non mi vide. Non era solo l'oggetto: era possederlo, scoprirlo, iniziare una nuova avventura.
Da allora è cambiato quasi tutto. Il motorino, il garage, quel computer. Oggi costruisco app, un avatar con la mia faccia, questo sito. Gli strumenti cambiano di continuo.
Ma alcune cose non cambiano mai: chi sono e cosa desidero. Quello che desidero non ha mai avuto bisogno di un nome. Lo cercavo allora, su quel motorino e dentro quel computer aperto sul tavolo. Lo cerco ancora adesso, tra una riga di codice e l'altra. Io sono un sognatore.
Ogni volta che qualcuno guarda una cosa che ho costruito, per un attimo lo trovo. Solo che dura pochissimo. Per questo vado sempre avanti, e la mia ricerca continua. Forse è un limite, forse è proprio il motore che mi fa costruire. Non lo so ancora.
Se potessi tornare in quella stanza a Napoli, davanti al ragazzo che ha appena smontato il suo primo computer, gli direi questo:
Vivi ogni giorno a pieno e non guardarti mai indietro. Non posso dirti che troverai quello che cerchi, ma vale la pena tentare. Chi non tenta non può dire di aver vissuto.
— Mastro